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| 1a pagina delle Memorie |
Cominciai a scrivere questi ricordi a Viareggio il 10 agosto 1906. Parlare al pubblico dei casi propri, anche sotto la modesta forma di brevi ricordi, è per lo meno segno di vanità, tanto più quando non si è avuto parte in avvenimenti degni di essere registrati.
Debbo quindi tentare di giustificarmi, accennando alle ragioni che mi hanno spinto a scrivere queste pagine, se pure continuerò. La mia posizione attuale e la famiglia donde traggo origine, possono fare credere ch’io abbia percorso una carriera piana e facile, e siccome è precisamente il contrario, e sono venuto sù fra stenti e sacrifizi e pericoli, che nella generalità dei casi sono insormontabili, così voglio che la verità sull’essere mio sia completamente conosciuta dai miei figli.
E poiché l’esempio della mia vita giovanile potrà essere utile a mantenere ferma la fede nell’avvenire ad altri giovani, e a persuaderli che con buon volere, costanza, fermezza di carattere, serenità di animo, coraggio e onestà di propositi, si può lottare vittoriosamente contro la fortuna non amica, così giudico non del tutto inutile che qualche altro possa conoscere la via da me percorsa.
Serva ciò ad attenuare la prima impressione di un giudizio sfavorevole!
Sono nato a Palermo il 13 dicembre 1847, da Giuseppe Paternò e da Caterina Kirchner.
Mio padre apparteneva ad una delle più nobili ed illustri famiglie della Sicilia. Non sono
forte in conoscenze araldiche, nè in genealogia, ma purtuttavia è lecito affermare che la famiglia
che porta il nome dei Paternò venne in Sicilia con il grande conte Ruggiero, che era
a lui legata da stretta parentela e che ricevette possedimenti ed onori nella conquista della
Sicilia per parte dei Normanni.
Questi brevi cenni della mia famiglia hanno il solo scopo di far rivelare maggiormente
il contrasto fra le origini mie e la realtà della mia vita.


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